Tre anni. Questo il tempo che è passato prima di riuscire a partecipare al King of Dolomites. Da tre anni infatti con Gazza (Tommaso Gazzini) e Mario (Ruele) ci aggiornavamo qualche mese prima della competizione per programmare il nostro KOD201X, ma per un motivo o per l’altro non siamo mai riusciti a partecipare. L’anno scorso doveva essere quello giusto, abbiamo preso parte al precontest, ma purtroppo la carenza di neve ha fatto saltare tutto.
La foto che abbiamo usato per parteciapre al precontest del KOD 2017.
Ad essere sincero pensavo di non partecipare nemmeno a questa edizione : iscrizione fatta giovedì dopo pranzo, inizio contest venerdì mattina. Nemmeno 24 ore per metabolizzare a cosa andavamo incontro. Nessun sopraluogo per capire i punti migliori dove fotografare, dove muoverci, tempistiche di spostamento. Nulla, tutto improvvisato all’ultimo. Ma fondamentalmente queste sono le sfide più affascinanti, cercare di tirare fuori il massimo anche improvvisando.
Partenza venerdì mattina alle 6.30 assieme a Wally (Walter Arer), che sostituisce Mario impossibilitato a partecipare per motivi di lavoro.
Wally, oltre ad essere un amico dai tempi delle scuole elementari, è uno skier molto esperto, conosce benissimo le Dolomiti e sa già dove concentrare le nostre forze nei due giorni di shooting, l’unica incognita è il meteo, che mette brutte condizioni sia il venerdì che il sabato. Ma noi siamo ottimisti : l’ottimismo vola !!
Il primo giorno lo passiamo nella zona di Passo Rolle, parcheggiamo la macchina e ci dirigiamo verso il canale del Travignolo. Durante l’avvicinamento siamo sollevati per il meteo, è nuvoloso ma rimane alto e la visibilità permette di avere buoni punti panoramici. Ma una volta arrivati a destinazione cambia tutto, la nebbia precede una abbondante nevicata che poco dopo si tramuta in un misto pioggia, il rialzo termico è imbarazzante, siamo passati dal gelo siberiano di pochi giorni prima a temperature poco al di sopra dello zero. Trascorriamo quindi la giornata nei canalini aspettando i momenti giusti per scattare le foto, pause lunghe anche 30 minuti per portare a casa uno scatto.
A fine giornata torniamo alla macchina avvolti da una fitta nebbia, ma grazie a Wally e alle sue conoscenze con le mappe gps raggiungiamo la base senza grossi problemi, un buon pasto al caldo della baita dove abbiamo parcheggiato precede il nostro arrivo in albergo. Qui non mi dilungo molto, abbiamo passato la notte in bianco grazie ad un gruppo di studenti in gita che hanno movimentato il piano della nostra camera fino alle 6.30 del mattino, al suono della nostra sveglia. Ore dormite, forse 2. Dopo la faticata del giorno prima non è un gran vantaggio, e ci aspetta un'altra bella giornata di discese e risalite. La nota positiva è il meteo, la visibilità è perfetta e scorgiamo dalla finestra della camera tutta la meraviglia delle Pale. Ma dura poco, alle 8.15 ci troviamo con Gazza alla partenza della telecabina Col Verde per raggiungere la funivia che ci porta a rifugio Rosetta, ed ecco puntuali le nuvole che coprono il paesaggio.
Inizia così la stessa procedura del giorno prima, lunghe attese nella speranza che si aprano le nuvole per intravedere lo splendido panorama. Ma niente, la fortuna non sembra assistere i partecipanti al KOD2018. Pochi spiragli, e per quanto riguarda noi, ci troviamo quasi sempre nel punto sbagliato nei pochi minuti di buona visibilità.
Alla fine portiamo a casa qualche scatto interessante, non quelli che avevamo in mente, ma qualcosa c’è.
La sera, dopo la postproduzione e una buona pizza consegniamo le nostre 3 foto, due del venerdì e una del sabato. Segue una super dormita, necessaria anche per la nottata in bianco del venerdì, niente party quindi.
Domenica mattina, a contest concluso, ci svegliamo all'alba con un bellissimo sole che regala un panorama mozzafiato, piste perfette e tanti fuoripista da provare, prima che la neve si trasformi a causa delle temperature quasi primaverili. Ecco, la situazione che avevo immaginato per fotografare durate il KOD, alla fine la abbiamo trovata, io e Wally ne approfittiamo per portare a casa degli scatti personali che serviranno per altro.
Alle 16.30 ci rechiamo alla premiazione, il gran finale, tensione alta, e la mia convinzione di non essere riuscito a tirare fuori quello che volevo nei due giorni di gara. Wally è più ottimista, e mi ripete che ha delle sensazioni positive, good vibrations.
Niente podio, ma l’onore di vedere una delle nostre foto premiata come menzione alla memoria di Alessandro Miola. Siamo onoratissimi di questo, è l’unica foto che abbiamo voluto inserire subito tra le tre selezioni, personalmente è quella che mi dà un gran senso di pace ed energia, Wally che risale da solo un canale in mezzo alla bufera, mi dà l’impressione dell’entrata in un tempio : il tempio delle Dolomiti.
Il colpo di fortuna arriva all’estrazione del completo Arc’teryx , che mi aggiudico inaspettatamente per estrazione, tornando così sotto il podio incredulo e felice. Una curiosità, poco prima dell’estrazione Gazza, che era rientrato a casa già sabato, mi invia questo messaggio (che ho letto solo dopo la partenza verso casa) :
“Allora?Ultimi?Niente tutone Arc’teryx?”
Gazza portafortuna? O casualità? :D
La mia prima partecipazione si chiude quindi così, positiva nonostante il meteo, ho vissuto 3 giorni intensi, durante i quali mi sono potuto confrontare con fotografi e riders della scena freeride di caratura internazionale, un bellissimo bagaglio di esperienza che mi porterò sempre dietro e nuove amicizie che condividono la stessa passione.
Ringrazio i miei compagni di team, Wally e Gazza, per la pazienza e la loro professionalità, Mario per avermi caricato a dovere e prestato l'attrezzatura per muovermi con le pelli, Oxeego e 100one per il supporto tecnico.
Sicuramente l’anno prossimo torneremo per partecipare e migliorarci, questo evento merita di essere vissuto fino in fondo, in primis per la zona spettacolare (le Dolomiti sono state dichiarate dall'UNESCO patrimonio naturale dell'umanità per essere tra le creazioni più spettacolari al mondo) poi per l’organizzazione perfetta del contest, un plauso allo staff per essere riuscito a creare un evento di questa portata.